«Una volta scoperta non la si dimentica più! »
Incastonata tra le colline, ricostruita dopo un terribile terremoto, Scicli mantiene un centro storico meraviglioso, con la sua via Francesco Mormina Penna è patrimonio Unesco, città dai cento campanili per le meravigliose chiese sparse in tutte le vie di questo borgo ricostruito in tardo barocco.

Scicli

La via Francesco Mormina Penna è la via più suggestiva della città, il salotto degli sciclitani ricco in palazzi nobiliari di stile neoclassico dell’800 e del’900 e chiese “in pietra dorata” di gusto tardobarocco.  Questa via è la perfetta realizzazione della concezione urbanistica barocca dove spazio, luce ed armonia costituiscono un unico insieme di coinvolgente fascino e stupore. In questa cornice scenografica oltre alle chiese tardo-barocche, trovano perfetta collocazione palazzi neoclassici, rococò e liberty (palazzo Spadaro, palazzo Bonelli, palazzo Conti, palazzo Palle). 
La via Francesco Mormina Penna, nel giugno del 2002, è stata dichiarata e riconosciuta dall’ UNESCO Bene Patrimonio dell’Umanità.

Grazie alla sua eleganza e bellezza l ‘ Unesco ha riconosciuto Scicli come perla di rara bellezza.  Ogni metro quadro di Scicli ha opere di assoluto valore con le chiese che accarezzano l’anima e nutrono lo spirito, e i palazzi scolpiti in grado di trasmettere vibranti emozioni.  Da tempo la cittadina barocca è riconosciuta anche come una delle sedi della fiction di Montalbano grazie alla presenza del famoso Commissariato di Vigata. 

1 – TOUR DI MONTALBANO

Scicli è diventata famosa al grande pubblico grazie alla fiction di rai 1 de “Il Commissario Montalbano”. Era il lontano 1998 quando lo scrittore Andrea Camilleri e il regista Alberto Sironi scelsero Scicli come uno dei luoghi cinematografici del giallo più amato nel mondo. in città è possibile riconoscere il Commissariato di Vigata (esterno e interni del Municipio di Scicli) e la Questura di Montelusa (esterno Palazzo Penna, interno Municipio di Scicli). più tantissimi altri luoghi coinvolti nelle riprese cinematografiche della Palomar.
(Leggi di più su: Speciale Montalbano)
(Leggi di piu’: Visitare il set cinematografico del Commissariato di Vigata)


2 – TOUR DELLE CHIESE

San Bartolomeo, San Giovanni, San Michele, Santa Maria La Nova, sono solo alcuni nomi delle bellissime chiese che potrete visitare lungo il percorso cittadino del centro storico della città.
Non solo strutture religiose ma veri e propri scrigni di opere d’arte di inestimabile valore; abbellite con pregevoli stucchi e affreschi che incanteranno anche il visitatore più esigente. Queste strutture sono spesso gestite e aperte da ragazzi volontari pronti a farvene scoprire lo splendore e la storia.

(Guarda le chiese di Scicli virtualmente: I Love Scicli virtual tour 360°)


4 – TOUR DEL MARE

Sampieri mare

Il territorio di Scicli ha il waterfront più esteso fra tutti i comuni della provincia di Ragusa. Tra spiagge dorate di sabbia finissima e tratti di scogliera, tra spiagge selvagge e zone attrezzate la costa sciclitana offre una grande varietà di risposte alle esigenze più disparate.

(Leggi di più su: Le borgate marinare di Scicli)


4 – TOUR DEI MUSEI

Palazzo Spadaro, Scicli

Chi visiterà per la prima volta la città barocca si meraviglierà del gran numero di chiese presenti nel territorio ma, Scicli non è solo chiese!
L’offerta turistica culturale è ampia: vi accorgerete che, in rapporto alla grandezza della cittadina, Scicli vanta tanti musei e gallerie d’arte.

(Leggi di più: Info, orari e prezzi di tutti i musei di Scicli)


5 – TOUR EXTRAURBANO

Il territorio di Scicli offre un’ampia scelta di escursioni autonome extraurbane. Dai colli della città (colle di San Matteo, colle della Croce), alle deliziose campagne coi muretti a secco al mare con le aree protette di Costa di Carro, scogliera frastagliata e rocciosa caratterizzata da stupende insenature, e della foce del Fiume Irminio; infine le aree boschive come quella attrezzata di Mangiagesso, tra i comuni di Modica e Scicli.


6 – 10 COSE DA FARE E VEDERE A SCICLI

(Leggi di più: 10 cose da fare e vedere a Scicli)


Scicli-Palazzi e Chiese da vedere:

palco della musica di Scicli

Il Palazzo di Città è stato costruito nei primissimi anni del Novecento sul sito del demolito convento delle Benedettine, annesso alla Chiesa di San Giovanni Evangelista. È in stile eclettico neorinascimentale, mostrando elementi del primo Rinascimento fiorentino come le bifore della facciata principale. Il Municipio di Scicli è diventato famoso per la fiction “Il Commissario Montalbano” diventando cinematograficamente il prospetto del Commissariato di Vigata mentre, all’interno, si trova la bellissima stanza del Sindaco di Scicli decorata in stile Liberty, con mobilia originale intarsiata a mano. Questa sala è meglio conosciuta al grande pubblico televisivo come  lo studio del questore di Montelusa Bonetti-Alderighi, capo di Montalbano mentre il prospetto dell’edificio corrisponde al commissariato di Vigata.
(via F.M.Penna-Scicli. Visitabile – vai a visita il Commissariato di Vigata)

SAN GIOVANNI

Cristo di Buros Scicli

Adiacente al Palazzo Comunale si trova la Chiesa di San Giovanni Evangelista. Essa fu ricostruita dopo il terremoto del 1693. Bella fuori e dentro. Qualche gradino per entrare e poi una volta barocca che lascia incantati, e non solo. Affreschi, stucchi, dorature rendono l’interno di una bellezza sconvolgente e obbligano il visitatore ad una visita attenta. Presenta una pianta ovale coperta da una cupola affrescata, sulla quale si aprono i finestroni. E’ anche sacrario dei caduti in guerra della I guerra mondiale.
A rendere ancora più sensazionale l’ingresso in questa chiesa è la presenza di un dipinto molto raro in Italia, che rappresenta il Cristo di Burgos di origine spagnola, risalente al XVII secolo, che la gente chiama il Cristo in gonnella per la veste sacerdotale lunga fino alle caviglie. Da non perdere!
(via F.M.Penna-Scicli. Visitabile – vai a Chiesa di San Giovanni – esplora a 360°)

SAN BARTOLOMEO

Chiesa di San Bartolomeo Scicli

E’ uno dei più importanti monumenti della città di Scicli. La sua fondazione risale ai primi anni del XV secolo. L’edificio resistette in larga parte al catastrofico terremoto del 1693 ma fu comunque ricostruita in stile barocco-neoclassico. L’imponente e scenografico prospetto, progettato dall’architetto siracusano Salvatore Alì si estende su tre livelli e tre ordini, ricco di statue e di sculture che ne fanno un vero gioiello d’ arte. All’interno la chiesa custodisce un ciclo di stucchi che vanno dal Settecento all’Ottocento e un prezioso presepe ligneo settecentesco di scuola napoletana attribuito a Pietro Padula. S. Bartolomeo in Scicli è abbracciata dalle rocce di un canyon naturale, una cornice meravigliosa in cui il bellissimo impianto monumentale della Chiesa venne ad essere definito da Paolo Portoghesi come “una perla dentro le valve di una conchiglia”.
(via S.Bartolomeo-Scicli. Visitabile – vai a Chiesa di San Bartolomeo – esplora a 360°)

Palazzo Beneventano di Scicli

Palazzo Beneventano  è il più famoso edificio nobiliare di Scicli ed uno dei più interessanti della Sicilia barocca.  L’aspetto scultoreo che caratterizza le sue due facciate fastosamente decorate con caratteristici mascheroni, teste di mori e stemmi contribuiscono a rendere unico un monumento simbolo che è stato definito dallo storico dell’arte Anthony Blunt come il più bel palazzo barocco di Sicilia e, dal 2002, riconosciuto dall’Unesco tra i beni appartenenti al Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
(via Duca D’Aosta-Scicli. non visitabile – Leggi di più su Palazzo Beneventano)

Palazzo Spadaro - Scicli

Palazzo Spadaro è un palazzo nobiliare del XVIII secolo, appartenuto alla famiglia Spadaro-Penna e adesso di proprietà comunale. E’ un edificio in stile barocco caratterizzato all’esterno dalla presenza di otto balconi con inferriate convesse in ferro battuto con particolari modanature rococò a motivi geometrici e floreali.  La distribuzione spaziale delle sale al primo piano presenta otto ambienti comunicanti “ad infilata”, che si affacciano sulla via Francesco Mormina Penna mentre nell’ala Nord vi sono dei vani di disimpegno, usati probabilmente come sala del fumo e sala del the. Il Palazzo Spadaro ospita tele del 1926 dipinte dal maestro Raffaele Scalia.
L’edificio è divenuto sala conferenze e anche pinacoteca comunale con dipinti e opere dei pittori del “Gruppo di Scicli”.
(via F.M.Penna, 34-Scicli. Visitabile – Leggi di più su Palazzo Spadaro)

Tra lumi e nobiltà palazzo Bonelli Patanè

Palazzo Bonelli (o Patanè)
E’ un palazzo nobiliare costruito a cavallo tra il fine Ottocento e i primi del Novecento. Edifico appartenuto alla ricca famiglia Bonelli, ora ceduto all’ imprenditore Patanè. Il palazzo può vantare di arredi e abbellimenti originali: all’interno si presentano stucchi, pregiati mobili e dipinti, lavori progettati ed eseguiti tra il 1928 e il 1960, in gran parte da Raffaele Scalia.
Visitabile tutti i giorni Ingresso con ticket 
(via F.M.Penna, -Scicli. Visitabile )

Chiesa di Santa Teresa di Scicli

Chiesa Santa Teresa ricostruita nel 1694 alla fine del corso di Scicli, e dedicata alla Santa d’Avila. Il prospetto semplice dell’edificio nasconde un pavimentazione particolare a motivi geometrici in pietra pece di Ragusa e pietra bianca di Comiso, mentre l’abside presenta un rivestimento impreziosito da ceramiche di Vietri sul Mare. Le pareti linde  della chiesa sono adornate da splendidi stucchi settecenteschi di Pietro Cultraro, e da affreschi ottocenteschi.
Chiusa al culto, dal 2008 ospita affreschi cinquecenteschi e settecenteschi provenienti dal Convento della Croce e dal Convento dei cappuccioni di Scicli.
(via F.M.Penna-Scicli. Visitabile – vai a Chiesa di Santa Teresa – esplora a 360°)

Convento della Croce Scicli

La chiesa è il convento della Croce si trovano sul colle omonimo in una delle tre principali sommità di Scicli.  Si tratta di uno dei complessi più antichi di Scicli sorto sulla collina della Croce ed è sicuramente uno dei luoghi più suggestivi del territorio. Il complesso è stato espropriato dalla Regione Siciliana alla fine degli anni ‘90: dopo l’unità d’Italia e la soppressione delle corporazioni religiose era stato venduto all’asta e divenuto proprietà privata. Con due successivi lotti di lavoro di circa tre milioni di euro il complesso è stato restaurato.
Il convento allo stato attuale si sviluppa su due cortili di forma trapezoidale ed è frutto di trasformazioni avvenute nei secoli. La chiesa si compone di un’ampia sala rettangolare, conclusa da un’abside semicircolare e coperta da volta a botte. Reca la data 1528 incisa nel cartiglio a losanga posto sul lato sinistro del prospetto, data che può essere riferita al completamento della facciata e conferma i tempi dell’erezione del convento.
Contiguo alla chiesa sorge un piccolo oratorio preesistente costituito da un piccolo vano rettangolare di 30mq circa, caratterizzato da un portale molto semplice con elementi ancora di tradizione gotica ed affrescato all’interno. E’ attribuito alla seconda metà del ‘400. Gli affreschi sono stati staccati e sottoposti a restauro negli anni ‘90; sono esposti al pubblico nella chiesa di S. Teresa a Scicli in attesa di essere ricollocati nel complesso della Croce.
(Convento della Croce. Visitabile)

Parco di Chiafura

Parco di Chiafura  insediamento di grotte trogloditiche del quartiere rupestre di Chiafura, risalenti al periodo neolitico e abitate fino agli anni ’50 del secolo scorso. Situato alle spalle della chiesa di S.Bartolomeo, sull’omonima cava, si sviluppa sull’intero fianco del colle di S.Matteo.  L’abitato rupestre di Chiafura si articola in balze e gradoni, con grotte scavate nella roccia utilizzate come necropoli prima e come case-grotte dopo.
Infatti nel sito rupestre è possibile individuare il primo quartiere della vecchia Scicli, ove trovavano posto delle necropoli “a grotticella”, poi riutilizzate, in epoca medioevale, e trasformate in abitazioni rupestri.
(Parco momentaneamente non aperto al pubblico) – Leggi di più su Chiafura)

Scicli-Musei e mostre da vedere:

Museo del costume di Scicli

Museo del Costume è allestito nei bassi dell’Opera Pia Carpentieri. Un museo particolare che espone reperti della storia del costume che va dal Settecento alla prima metà del Novecento, e propone reperti della tradizione popolare su ricami e tessuti. Un lavoro di ricerca di oltre un ventennio che ricostruisce usi e costumi del passato e del territorio ibleo. Il Museo del Costume offre la possibilità di fare un salto indietro nel tempo tra sale dedicate alla storia del costume con esposizione di abiti femminili e non del secolo scorso. Il museo include una piccola sezione sulla cucina contadina di una volta, con utensili e cibi della tradizione e del passato. La collezione del Museo del Costume di Scicli è stato riconosciuta, dall’assessorato dei Beni Culturali e dell’identità siciliana della Regione Sicilia, di “importante interesse etnoantropologico”
(via F.M.Penna, 65-Scicli. Visitabile – Leggi di più sul Museo del Costume e della cucina)

Antica Farmacia Cartia (foto Emanuele Caschetto)

Antica Farmacia Cartia o “antica farmacia dello speziale” è un’ altra delle chicche che il centro storico di Scicli riserva al visitatore. Antica drogheria del 1902 conserva ancora intatta la mobilia lignea dell’ebanista Emanuele Russino e le decorazioni liberty di Gentile. Vetrinette e scaffali delimitano il perimetro della intima farmacia e costituiscono un vero e proprio showroom ove sono ospitati ancora barattoli originali con le essenze naturali, ampolle, boccette, bilancini e un antico registratore di cassa. In mostra farmaci e strumentazione degli inizi ‘900 fino agli anni ’50: un vero e proprio viaggio nella storia della farmacia italiana. L’ambiente interno della farmacia è stato pure utilizzato come set cinematografico per girare alcune scene della fiction “Il commissario Montalbano”.
(via F.M.Penna, 24-Scicli – Leggi di più sulla farmacia)

Triskele Museo del Campanile Santa Maria La Nova

Museo del Campanile di Santa Maria La Nova. Il campanile della chiesa di Santa Maria La Nova ospita i tesori di una delle Arciconfraternite più importanti della città. Una raccolta di opere d’arte sacra, di capolavori rari e interessanti, allestita negli inediti spazi del campanile di S.M.La Nova in cui è possibile apprezzare non solo una collezione di opere d’arte appartenenti all’ importante istituzione religiosa di Scicli ma anche poter osservare la città di Scicli dalla privilegiata vista del campanile. Un’altro dei motivi per non perdere la mostra è la possibilità di vedere in azione, ascoltare e osservare da vicino l’antico organo della chiesa ancora funzionante. Infine l’ultimo piano espositivo del campanile permette di osservare dall’alto l’interno della chiesa, con una prospettiva da vertigine, per poi giungere alla cella campanaria dove si può ammirare il landscape sciclitano a contatto con le antiche e maestose campane in bronzo della basilica.
(APERTO SU RICHIESTA chiesa di S.M.La Nova-Scicli)

Museo della Cucina iblea. si può definire un contenitore culturale di etnografia. Ospitato nei bassi di Palazzo Spadaro, accoglie un’esposizione permanente di attrezzi e utensili, che, dalla fine dell’800 ai primi anni ’50 del ’900, sono legati al focolare domestico delle case contadine, e non, del territorio ibleo. Questa esposizione permanente permette di conservare la memoria di antiche usanze culinarie che tramandiamo per certi versi anche oggi.  All’interno del museo è possibile osservare la cucina di inizi ‘900 con la riproduzione di un forno in pietra, piani e suppellettili legati alla lavorazione del “pane di casa”e la produzione di pietanze tipiche. In passato la cucina era il fulcro della casa attorno al quale ruotava la vita quotidiana, era la stanza più vissuta, e per questo luogo importantissimo. (via Spadaro, 25-Scicli. MUSEO CHIUSO)

Museo della cavalcata. Mostra etnografica permanente sulla cavalcata di San Giuseppe,  festa di primavera molto particolare che si celebra a Scicli a ridosso del 19 marzo, con sfilate di cavalli infiorati.  L’allestimento del museo, ospitato in un “dammuso”,  vuole rievocare l’ambiente di una antica stalla nella quale artigiani e “bardatori di S.Giuseppe” cucivano  a mano straordinarie intelaiature adornate a fiori da far indossare al proprio cavallo in occasione della festa. Troverete un luogo intimo che, attraverso l’uso di  modelli, immagini e filmati vuole far rivivere le suggestioni della lunga e laboriosa preparazione delle bardature dei cavalli e della festa in se.
(via Spadaro, 13-Scicli. MUSEO CHIUSO)