nikita fitenko
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27 Dicembre 2021

Scicli archeologica. Il tesoro di Castelluccio, il patrimonio inestimabile di bronzi dell’antica Scicli

Correva l’anno 1978, era un normale mese di Ottobre ed il signor Giorgio Aprile stava effettuando l’aratura di un terreno di proprietà del padre nella terrazza rocciosa i in contrada Castelluccio sull’Irminio, situata all’interno del comune di Scicli.

All’improvviso una zolla di terra si rivelò diversa rispetto alle altre, perché in questa erano presenti degli elementi anomali verdi. Il signor Aprile, ad aratura ultimata, raccontò l’accaduto al dottor Rosario Arrabbito che da subito capì l’importanza del rinvenimento.
Da ispezioni successive si scoprì che si trattava di ben 30 kg di bronzi. Questi vennero nel frattempo presi sotto custodia dall’allora sindaco di Scicli Giuseppe Palazzolo, dopo aver comunicato l’avvenuta scoperta al museo Archeologico Ibleo di Ragusa, dove i bronzi furono custoditi fino a poco tempo fa.

Il 13 Novembre del 1978 il Consiglio Comunale di Scicli, in seduta straordinaria, procedette all’assegnazione dei bronzi.

IL TESORO DI CASTELLUCCIO (SCICLI): UNA RICCHEZZA INESTIMABILE

Scicli (Ragusa). Il ripostiglio di bronzi in contrada Castelluccio sull’Irminio.

Il ripostiglio dei bronzi di Castelluccio può essere considerato una fonte inestimabile per confronti e datazioni. Questo infatti viene datato tra il X ed il IX secolo avanti Cristo ed all’interno vi sono oggetti di inestimabile valore, usati anche come mezzi di scambio. I confronti con il materiale all’interno del tesoretto mostra come la Sicilia sud-orientale  era al centro di scambi commerciali, per confronti anche con modelli iberici e sardi.

Il ripostiglio di Castelluccio con i suoi 30 kg di bronzi, rappresenta senza dubbio il piu’ importante deposito siciliano (del periodo X-IX sec. a.C.).

Perché nell’ X- IX secolo a.C. hanno abbandonato tutta questa ricchezza? I motivi possono essere molteplici, ma solitamente si raccoglievano tutti gli oggetti preziosi e si nascondevano in momenti di pericolo, come guerre, invasioni, con la speranza un giorno di poter tornare a riprendere il tutto, cosa purtroppo, nel caso del ripostiglio di Castelluccio, non avvenuta, se non dopo millenni, grazie alla scoperta del signor Aprile.

Il tesoretto di Castelluccio presenta perlopiù oggetti in bronzo, ma sono state rinvenute anche tracce di ferro, di cui però purtroppo non si è conservato nulla. L’osservatore viene colpito dalla somiglianza degli oggetti che usavano i nostri antenati in tempi piuttosto remoti con quelli usati ai giorni nostri.

Tra gli oggetti di particolare bellezza vi sono tutta una serie di asce, alcune piatte, molto simili a quelle attuali.

Di grande interesse è la presenza di strumenti il cui uso è incerto, si è però ipotizzato il loro utilizzo in ambito agricolo, forse come piccole zappe.

Scicli archeologia - bronzi di Castelluccio.

Il ripostiglio ci permette di percepire informazioni sulla gente che lo seppellì,  sicuramente agricoltori,  ma che dovevano anche difendersi da attacchi esterni non solo umani, ma anche animali. Tutto ciò è testimoniato da una serie di utensili per la difesa personale, quali spade, coltelli e punte di lancia. Presente anche un probabile pettorale (nella foto seguente). 

Testimonianze di vita quotidiana sono, invece,  le numerose fibule, ovvero delle spille usate per sistemare, acconciare e legare le vesti. Tra le fibule qui attestate vi sono le tipologie ad arco semplice, ad arco ingrossato, a gomito e a gomito con bastoncelli. Interessante anche una serie di bracciali, tra i quali particolare interesse rivestono una serie di braccialetti concatenati (nella foto indicati dalla freccia) molto simili ai moderni.   

Scicli archeologia - bronzi di Castelluccio

Nel nostro immaginario gli uomini del passato avevano delle barbe molto folte, ma a quanto pare non sempre era così, infatti proprio nel ripostiglio di Castelluccio sono stati rinvenuti dei rasoi dalla lama tagliente, quindi anche la cura maschile dovette essere ritenuta importante.

Notevole pezzo d’artigianato è infine un morso equino formato da due pezzi intrecciati, tipologia presente anche in Sardegna.

Scicli archeologia - bronzi di Castelluccio
morso equino

Il ripostiglio dei bronzi di Castelluccio permette non solo di tornare indietro nel tempo, ma da la possibilità di trovarsi faccia a faccia con il passato e con la quotidianità di popoli che hanno abitato il nostro territorio.

La mostra archeologica più importante che Scicli abbia mai visto!

La notizia più bella? Oggi è possibile ammirare uno ad uno i bronzi in esposizione presso il suggestivo Convento della Croce a Scicli!!!
Un’occasione sicuramente da non perdere!

Paola Dantoni

Galleria foto (le immagini possono essere ingrandite con il semplice utilizzo di due dita)

La mostra I TESORI DEI SICULI IBLEI. RIPOSTIGLIO DI CASTELLUCCIO è stata inaugurata il 16 luglio 2021 presso gli ambienti interni del prestigioso Complesso monumentale dedicato a Santa Maria La Croce.
(Guarda le foto dell’inaugurazione)

Paola Dantoni
Paola Dantoni è laureata in Beni Culturali indirizzo archeologico all’ Università degli Studi di Catania ed è iscritta al Corso Magistrale di Archeologia.
Nel 2018 ha partecipato alla prima sezione di scavi al Castello dei Tre Cantoni sito sul Colle San Matteo a Scicli (RG). Nell’estate 2021 ha partecipato alla campagna di scavi a Pompei. Dal 2019 fa parte del team di “Agire”, cooperativa che gestisce e valorizza turisticamente i Siti Culturali del Comune di Scicli.

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