Acquistare un’ opera d’arte per salvare Truncafila e Scicli

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Acquistare un’ opera d’arte per salvare Truncafila e Scicli

L' Eden non è altrove per Truncafila (foto Resi Iurato)

L' Eden non è altrove per Truncafila (foto Resi Iurato)

“L’ Eden non è altrove” è l’opera grafica donata dai maestri del Gruppo di Scicli al Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente.

I maestri Carmelo Candiano, Giuseppe Colombo e Franco Polizzi insieme per salvare Scicli dalla minaccia di un nuovo polo di rifiuti, pericolosi e non, progettato in contrada Truncafila a pochi passi dalla già esausta discarica di S.Biagio. La questione riguarda la cava di Truncafila e la contestata autorizzazione all’ ampliamento della piattaforma di gestione di scarti, indifferenziata, rifiuti pericolosi e non in contrada Cuturi da parte della ditta Acif srl.

“L’ Eden non è altrove” è il titolo dell’ opera pittorica, frutto della inedita collaborazione fra i tre artisti del Gruppo di Scicli, in cui si è voluto riprodurre pittoricamente la bellissima cava di Truncafila, la stessa, oggetto di interesse dal business dell’ immondizia.

La litografia con tiratura limitata ( sono 250 le copie esistenti) è già in vendita. L’introito degli incassi servirà a sostenere economicamente le spese legali che il Comitato Cittadino Salute e Ambiente – Scicli sta affrontando per il ricorso al Tar contro le autorizzazioni alla piattaforma dei rifiuti nocivi e non a Truncafila.

Le opere si possono trovare, visionare e acquistare a Scicli presso il Circolo V.Brancati (via F.Mormina Penna, 14) o presso i negozi di cornici AZUR in Corso Garibaldi, 78 e presso PROFILI D’ARTE in Via Tripoli 69/ via Colombo o si può inviare una email a ilgiornalediscicli@tiscali.it

Nel dipinto la cava di Truncafila viene rappresentata dalla sensibilità degli Autori ed offerta alla riflessione della Città come luogo chiave della tutela del territorio sciclitano insieme alle aree adiacenti e certamente fino alla contrada Cuturi, centro di fatti di cronaca assai noti che hanno ispirato l’opera stessa. Gli Artisti hanno donato una litografia dell’opera al Comitato di Volontariato per la Tutela della Salute, dell’Ambiente e del Territorio ed un numero limitato di copie firmate e numerate sono state offerte a sostegno delle attività che perseguono gli obiettivi statutari del Comitato.

Di seguito la scheda critica di Elisa Mandarà che accompagna l’incisione nella cartella dove sarà custodita ogni singola litografia.

Critica artistica dell’ opera a cura di Elisa Mandarà

Incisione per Truncafila

Incisione per Truncafila

La critica d’arte Elisa Mandarà presenta L’Eden non è altrove, opera pittorica frutto della inedita collaborazione fra i tre artisti del Gruppo di Scicli:

“Chiama la poesia evocativa delle origini la potente raffigurazione che gli artisti Carmelo
Candiano, Giuseppe Colombo e Franco Polizzi restituiscono oggi di questo lembo suggestivo
del Mediterraneo, quel mare nostrum che è acqua, che è crogiolo felice di etnie e al contempo
drammatico letto di destini, quel mare nostrum che sa rivelarsi ancora quale lussureggiante campagna.

Una sontuosa gamma di cromie accende il pastello sensitivo, vibrante opera a tre mani
degli artisti, che reinventano esteticamente un sito della Valle dell’Irminio, posando verdi
brillanti e gialli luministici sopra uno spazio che precipita nel rischio della deturpazione.

Nella percezione estetica dei pittori la natura offesa si riappropria di se stessa, consentendo la
polla d’acqua, spalancando tersi gli azzurri sull’aria celeste, trasmutando in giardino edenico
quello che rischia di farsi girone degli inferi. È perciò un avvertimento la fiamma perenne
dell’oro nero, rosseggiante minaccia che si staglia nella veduta serena. Una presenza ieratica,
innestata in controluce nel colore sapientemente gestuale, è l ‘uomo, attore primo nel racconto
epico del pianeta, è il demiurgo che vive la terra e dispone delle sue sorti.

E questo bacino, che affonda nei grigi arcaici della roccia, indagata nella linearità
sintetica del profilo disegnativo e nella eleganza opaca cromatica, è Truncafila, è Contrada
Cuturi, ma è pure l’ immagine affabulatrice di ogni spazio naturale violato, è la trasfigurazione
simbolica d’ogni dove l’albero sia stato ferito e la terra intossicata.
Questa conca, che allarga aereo l’orizzonte sull’ altopiano ibleo, è se stessa, identità
precisa di luogo, ma è anche il paradigma della profanazione del paradiso.

Un giorno del terzo millennio, un provvedimento cieco espone il paradiso ai rifiuti
pericolosi. E allora Scicli insorge. Con la parola democratica dei suoi cittadini, con la mano
dentro la mano delle associazioni della città. Scicli insorge, si costituisce in un Comitato
finalizzato alla salvaguardia dell’ambiente e anche i bambini confluiscono nel fiume di
uomini e donne, che inonda pacifico la città, con quella fermezza e quella gioia di innalzare
un inno per la causa giusta.

È qui che interviene l’Arte. A sostenere una battaglia popolare e culturale, medium
poeticissimo un’opera pregna di valenze etiche, oltre che estetiche, Candiana, Colombo e
Polizzi offrono una risposta forte alla causa di Scicli. Lo fanno ascoltando le proprie
sensibilità civili e poetiche, ma anche continuando con coerenza la corda engagé che ha
accompagnato la storia trentennale del Gruppo di Scicli, nel quale i nostri artisti militano,
costellata di scelte apertamente impegnate, in manifestazioni solenni e altre di profilo
volutamente umile e insieme fortemente provocatorio, come nel caso della pulizia fisica del
centro storico di Scicli o della spiaggia prossima.

Candiana, Colombo e Polizzi cercano una immagine potente, in una conversazione che
coinvolge la collaborazione dell’occhio sensibile fotografico di Gianni Mania. Insieme
convergono in una restituzione non realistica, seppure allusivamente vicina al vero. Ma il
rapporto tra arte e società è presente e grida, emerge per contrasto dal sapore velatamente
favolistico del pastello, matrice di una grafica interamente destinata alla causa di Scicli.

Non dunque un lavoro di realismo sociale, ma un terreno di generoso confronto e di creativo
contributo, da parte dei tre artisti, che vi dispiegano le personali cifre stilistiche, portandovi il
loro interesse fondamentale per la materia, la forza struggente e ineffabile del colore, il
problema cardinale della luce, la bellezza e l’assenza, i pieni e il vuoto, la vita e la morte.
Con Albert Camus, Carmelo Candiana, Giuseppe Colombo e Franco Polizzi paiono
affermare che, quando pure contesti il reale, l’Arte non vi si sottrae. La loro poesia ci invita a
guardare una volta ancora Scicli, a custodire il suo volto intatto di madre, quali sentinelle
della bellezza. Perché l’eden non è altrove.”
Elisa Mandarà

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