Cavalcata S.Giuseppe (foto Emanuele Caschetto)

Cavalcata S.Giuseppe (foto Emanuele Caschetto)

In Sicilia la festa di San Giuseppe è una ricorrenza molto sentita, ricca di rituali  e tradizioni: l’accensione di fuochi (vampi, luminari, pagghiara), le questue (San Giuseppi addumannatu), il banchetto  (cena, artari, tavulata,virgineddi, vicchiareddi) offerto alla Sacra Famiglia, la processione con il simulacro del Santo, la rappresentazione della Fuga in Egitto.
Anche Scicli partecipa sentitamente alla celebrazione del Santo Giuseppe e lo fa con una festa singolare: la “Cavalcata di S.Giuseppe”.


La “Cavalcata di San Giuseppe” di Scicli è un’antichissima celebrazione religiosa-folcloristica che si svolge intorno al 19 marzo, giorno dedicato appunto al papà e a S.Giuseppe.
Festa d’origine medioevale, retaggio dei drammi sacri e sicuramente collegata anche alla celebrazione pagana del risveglio della natura, all’inizio della primavera e ai riti propiziatori di un buon raccolto.
Manifestazione tradizional-popolare, quella di Scicli, molto particolare e unica nel suo genere. Non si ha infatti notizia di una manifestazione simile in altre parti del mondo!
Il sabato precedente il 19 marzo (o quello successivo), il centro storico di Scicli diventa palcoscenico di una pittoresca manifestazione in cui si celebra il Santo Patriarca e si rievoca la biblica “Fuga in Egitto” della “Sacra Famiglia”.
E’ una festa molto partecipata; tutta la città assiste e aderisce!
Amazzoni e cavalieri, vestiti con abiti della tradizione siciliana, conducono i loro cavalli bardati e abbelliti per una vera e propria sfilata. I pittoreschi manti di fiori, vere opere artistiche, si contendono il premio come miglior mantello fiorito.
I cavalli esibiscono profumati e colorati manti di fiori e con chiassosi campanacci e sonagli accompagnano sonoramente il loro passaggi; una gioiosa sfilata che si esibisce in un vero e proprio tripudio di suoni, odori e colori. I cavalli sono bardati, per regola, esclusivamente con manti di violaciocche, in dialetto “bàlicu”, e un’orditura  di gigli selvatici (“spatulidda”) e rami di palme.
Le infiorescenze di “balicu” provengono da una pianta spontanea del mese di marzo, caratterizzata da piccolissimi fiori di colore intenso che emanano un forte odore caratteristico, profumo che invade le vie e le piazze di Scicli il giorno della festa.
Nei secoli la manifestazione si è affinata sempre più, trasformando una celebrazione prettamente religiosa e evocativa in un evento-spettacolo con un colorato e vivace aspetto folcloristico e artistico. C’è da dire, infatti, che i manti infiorati dei cavalli non sono soltanto dei mantelli  infiorati, ma, si può dire, delle vere e proprie opere d’arte!
I disegni sui manti rappresentano in genere immagini sacre: S.Giuseppe e la “fuga in Egitto” sono le scene più rappresentate o altri simboli religiosi come Gesù, la Croce, o ancora simboli della città (leone rampante, stemmi,  simbolo Unesco… Campanacci, sonagli, testiere, ed altri ornamenti completano le bardature.
Artisti, disegnatori e artigiani si danno appuntamento già mesi prima della manifestazione folcloristica, per ideare e progettare l’aspetto grafico del manto che il proprio cavallo vestirà per la festa. Tutti tengono a ben figurare; sia il grado di devozione al Santo sia la gara in se accendono la competitività tra i vari bardatori. Competizione che negli ultimi decenni è stata anche stimolata da concorsi a premi, in cui si  gratificano e premiano le bardature più belle e originali.
La  premiazione dei manti più belli avviene al termine della sfilata e del corteo finale in cui sono coinvolti tutti i cavalli bardati.  Il corteo finale prevede che la carovana sfili per  i quartieri e le vie popolari della città, dietro le figure della “Sacra Famiglia”, figuranti che rappresentano Giuseppe, Maria e il bambin Gesù nell’atto di fuggire in Egitto in seguito all’editto di Erode.
San Giuseppe (rappresentato come un vecchio con una lunga barba bianca) e la Vergine Maria (interpretata da una giovanissima fanciulla) guidano il corteo equestre verso i quartieri popolari della città, dove gli sciclitani accendono i falò per omaggiare e salutare il passaggio del corteo. I falò, detti “Pagghiara”, sono delle  montagne di legna, sterpaglie e fasci di stoppie dette ciaccàre, opportunamente  accatastate per il sabato di festa in punti nevralgici del paese. L’accensione di questi tradizionali  “Pagghiara” ha in realtà un  profondo valore simbolico , ovvero voler illuminare allegoricamente il cammino della”Sacra Famiglia” in viaggio verso l’Egitto, così come raccontato nel Nuovo Testamento.
A fine sfilata e conclusasi la premiazione delle bardature, si festeggia con sontuosi banchetti e ricche arrostite di gruppo. Le tavole imbandite in maniera sontuosa nei quartieri popolari della città, ma anche i falò  accesi in onore di San Giuseppe richiamano riti propiziatori d’arcaica memoria e confermano l’origine simbolica  di tutto il complesso rituale.
La sera della domenica, all’indomani della Cavalcata, si svolge la “Cena” ovvero un’ asta all’incanto di prodotti e manufatti donati dai fedeli per raccogliere offerte per la parrocchia e i poveri. I cavalieri della Cavalcata e tutta la cittadinanza presenziano alla Cena che si svolge nel sagrato della chiesa di San Giuseppe a Scicli.
La festa sciclitana viene tradizionalmente anteceduta dalla omologa “Cavalcata” di Donnalucata, festa sorella che si svolge il sabato precedente alla tradizionale manifestazione di Scicli. La manifestazione di quest’ultima, pur essendo per tradizione meno ricca, ha dimostrato negli ultimi anni di avere poco da invidiare all’evento di città. Qui in concomitanza con la manifestazione di Donnalucata,  si svolge la “Sagra della Seppia”,  in cui si assaggia questo mollusco cucinato in vari modi, e viene allestito un mercatino tradizionale per le vie del centro. Anche nella borgata marinara così come a Scicli si svolge la tradizionale “Cena” la domenica sera. In questo caso la Cena come la festa si svolgono principalmente nello spiazzale della chiesa di S.Caterina da Siena di Donnalucata. In conclusione si può affermare che la bellezza della festa e la particolarità dei manti che vengono proposti ogni anno, attira folle di turisti: registrate puntualmente migliaia e migliaia di presenze.
Una manifestazione così importante tanto da essere iscritta, nel 2012,  nel Registro regionale dei beni immateriali della Regione Siciliana, riconoscimento che rappresenta il giusto rilievo ad un evento religioso-folkloristico unico in Sicilia ed in tutta Italia!

I LOVE SCICLI © RIPRODUZIONE RISERVATA

error: Contenuto protetto da copyright I love Scicli!