La Cavalcata di San Giuseppe di Scicli (RG) è un’antichissima celebrazione religiosa-folcloristica che si svolge intorno al 19 marzo.
Un evento in cui i protagonisti sono i profumi e i colori dei fiori, i campanacci dei cavalli e i cavalli stessi.
Un vero e proprio tripudio di colori, suoni, odori e sicuramente emozioni.

Giuseppe, il Santo tra i più venerati in Sicilia

In Sicilia la celebrazione del Santo Patriarca è una ricorrenza molto sentita e molto presente nell’animo dei siciliani.
La Festa ha il sapore di un risveglio dal torpore dell’inverno, all’inizio della primavera e si lega agli antichi riti propiziatori di un buon raccolto. Il 19 marzo coincide con l’equinozio di primavera.

San Giuseppe si conferma come uno dei santi più amati dell’ Isola!
Sono numerosissimi i festeggiamenti in suo onore in tantissime città e paesi siciliani. Numerosi i rituali e ricche le tradizioni.
Caratteristici e diffusi sono i falò, la richiesta di questue, i banchetti e le tavolate offerte alla Sacra Famiglia, le processioni con il simulacro del Santo, le rappresentazioni della Fuga in Egitto.


Anche la città di Scicli partecipa sentitamente alla celebrazione del Santo Giuseppe e lo fa con una festa alquanto singolare: la “Cavalcata di S. Giuseppe”.

Cavalcata di San Giuseppe di Scicli

Cavalcata San Giuseppe Scicli
Falò di San Giuseppe-Scicli (foto Emanuele Caschetto)

Festa d’origine antichissima, la Cavalcata di Scicli mescola il rito sacro della devozione a San Giuseppe alla celebrazione pagana del risveglio della natura.
Sicuramente, quella di Scicli, si presenta come una manifestazione tradizionale-popolare molto particolare e unica nel suo genere.
Non si ha infatti notizia di una manifestazione simile in altre parti del mondo!
E’ una festa molto partecipata; tutta la città assiste e aderisce!

La festa

Il sabato più vicino al 19 marzo, il centro storico di Scicli diventa palcoscenico di una pittoresca e movimentata manifestazione!
Si celebra il Santo Patriarca e si rievoca la biblica “Fuga in Egitto” della “Sacra Famiglia” con cavalli e fiori.

Amazzoni e cavalieri, vestiti con abiti della tradizione siciliana, conducono i loro cavalli bardati e abbelliti per una vera e propria sfilata. 
I cavalli esibiscono profumati e colorati vesti di fiori e, con fragorosi campanacci e sonagli al collo, sottolineano sonoramente il loro passaggio.
Una vera e propria gioiosa e chiassosa sfilata che si esibisce in un vero e proprio tripudio di suoni, odori e colori.
I cavalli sono bardati, per regola, esclusivamente con manti di fiori di violaciocca (in dialetto “bàlucu”) e un’orditura  di gigli selvatici (“spatulidda”) e rami di palme.

Cavalcata San Giuseppe Scicli (foto Salvatore Pluchino)
Cavalcata San Giuseppe Scicli (foto Salvatore Pluchino)
Una manifestazione sensoriale!

I fiori di “balucu” provengono da una pianta spontanea del mese di marzo, la violaciocca, che si caratterizza da piccolissimi fiori di un colore intenso e di un deciso odore caratteristico. (Oggigiorno i fiori utilizzati provengono da piante di violaciocca coltivate in serra).
La sfilata dei cavalli infiorati si presenta dunque come un profumatissimo corteo, aroma che invade le vie e le piazze di Scicli il giorno della celebrazione.
La festa quindi si può definire a tutti gli effetti una manifestazione sensoriale!

Non solo religione e folclore ma…arte!

Nei secoli la manifestazione si è affinata sempre più, trasformando un rito prettamente religioso e evocativo in un evento-spettacolo, artistico e folcloristico. C’è da dire, infatti, che i manti infiorati non sono semplicemente delle bardature con fiori ma delle vere e proprie opere d’arte!

I disegni dei manti rappresentano in genere immagini sacre: San Giuseppe e la “fuga in Egitto” sono le scene più rappresentate e ricorrenti. Altri simboli religiosi ricorrenti sono Gesù, la Croce, simboli della città di Scicli (leone rampante, stemma, simbolo Unesco…).
Campanacci, sonagli, testiere, ed altri ornamenti completano le bardature.

Artisti, disegnatori e artigiani si danno appuntamento già mesi prima della manifestazione folcloristica, per ideare e progettare l’aspetto grafico del manto che il proprio cavallo vestirà per la festa.
Tutti tengono a ben figurare; sia per devozione al Santo sia per la gara in se che accende la competitività tra i vari bardatori.
Questa competizione, negli ultimi decenni, è stata stimolata da concorsi per premiare le bardature più belle e originali.

Cavalcata San Giuseppe Scicli
Cavalcata San Giuseppe Scicli (foto Emanuele Caschetto)
I pittoreschi mantelli di fiori, vere opere artistiche, si contendono il premio come miglior manto fiorito.

La  premiazione dei manti più belli avviene al termine della sfilata e del corteo finale in cui sono coinvolti tutti i cavalli bardati.  
Il corteo prevede che la carovana sfili per i quartieri e le vie popolari della città, dietro le figure della “Sacra Famiglia”, figuranti che rappresentano Giuseppe, Maria e il bambin Gesù nell’atto di fuggire in Egitto in seguito all’editto di Erode.

San Giuseppe (rappresentato come un vecchio con una lunga barba bianca) e la Vergine Maria (interpretata da una giovanissima fanciulla) guidano il corteo equestre verso i quartieri popolari della città, dove gli sciclitani accendono i falò per omaggiare e salutare il passaggio del corteo. I falò, detti “Pagghiara”, sono delle  montagne di legna, sterpaglie e fasci di stoppie dette ciaccàre,
opportunamente  accatastate per il sabato di festa in punti nevralgici del paese. L’accensione di questi tradizionali  “Pagghiara” ha in realtà un  profondo valore simbolico, ovvero voler illuminare allegoricamente il cammino della “Sacra Famiglia” in viaggio verso l’Egitto, così come raccontato nel Nuovo Testamento.

Cavalcata di San Giuseppe (foto Laura Vaccaro)
Cavalcata di San Giuseppe (foto Laura Vaccaro)

A fine sfilata e conclusasi la premiazione delle bardature, si festeggia con sontuosi banchetti e ricche arrostite di gruppo. Le tavole imbandite in maniera sontuosa nei quartieri popolari della città, ma anche i falò  accesi in onore di San Giuseppe richiamano riti propiziatori d’arcaica memoria e confermano l’origine simbolica  di tutto il complesso rituale.
La sera della domenica, all’indomani della Cavalcata, si svolge la “Cena” ovvero un’ asta all’incanto di prodotti e manufatti donati dai fedeli per raccogliere offerte per la parrocchia e i poveri. I cavalieri della Cavalcata e tutta la cittadinanza presenziano alla Cena che si svolge nel sagrato della chiesa di San Giuseppe a Scicli.

Cavalcata di Donnalucata

Cavalcata di San Giuseppe a Donnalucata (foto Laura Vaccaro per I Love Scicli )

La festa sciclitana viene tradizionalmente anteceduta dalla omologa “Cavalcata” di Donnalucata, festa sorella che si svolge il sabato precedente alla tradizionale manifestazione di Scicli. La manifestazione di quest’ultima, pur essendo per tradizione meno ricca, ha dimostrato negli ultimi anni di avere poco da invidiare all’evento di città. Qui in concomitanza con la manifestazione di Donnalucata,  si svolge la “Sagra della Seppia”,  in cui si assaggia questo mollusco cucinato in vari modi, e viene allestito un mercatino tradizionale per le vie del centro.

sagra della seppia Donnalucata
sagra della seppia Donnalucata

Anche nella borgata marinara così come a Scicli si svolge la tradizionale “Cena” la domenica sera. In questo caso la Cena come la festa si svolgono principalmente nello spiazzale della chiesa di S. Caterina da Siena di Donnalucata. In conclusione si può affermare che la bellezza della festa e la particolarità dei manti che vengono proposti ogni anno, attira folle di turisti: registrate puntualmente migliaia e migliaia di presenze.


Questa manifestazione è ritenuta così importante tanto da essere stata iscritta, nel 2012, nel Registro regionale dei beni immateriali della Regione Siciliana. Riconoscimento che rappresenta il giusto rilievo ad un evento religioso-folkloristico unico in Sicilia ed in tutta Italia!

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