Da noi l’estate iniziava con l’odore del pomodoro e del basilico

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Da noi l’estate iniziava con l’odore del pomodoro e del basilico

sagra del pomodoro

"U strattu" Estratto di pomodoro (foto @8urletti per I Love Scicli)

L’estate iniziava…un racconto di Maria Carmela Miccichè

L’estate iniziava con la radio appesa a un ramo dell’ulivo davanti casa, l’unico posto dove riusciva a prendere Radio Malta e talvolta qualche radio locale.

Celentano gracchiava, non per sua colpa ma per la condizione dell’altoparlante della “Geloso” grigia, i suoi amori estivi e gli odori dell’estate erano ovunque.

Da noi l’estate iniziava con l’odore del pomodoro e del basilico.


Tutta la famiglia si riuniva in campagna per fare la conserva di pomodoro: i buttighi e u strattu.

Ogni anno mia nonna tirava fuori dallo stesso scatolo, come da un reliquiario, la macchina per passare il pomodoro, quella pesante, marca “Tre spade”, la sterilizzava e procedeva al montaggio: era la battuta d’inizio.

Ciascuno aveva il suo compito sempre uguale nel corso degli anni.

Nessuno poteva abdicare o cedere il proprio ruolo, tranne per gravi motivi di salute o per premorienza.

Mia mamma e mia zia lavavano i pomodori, mio nonno era addetto alla manovella, mio zio imbottigliava i pelati, io e mia sorella pulivamo i tappi, allineavamo le bottiglie e porgevamo a mia nonna le foglioline di basilico già lavate ed asciugate, mio padre era l’addetto al fuoco, mia nonna supervisionava ogni cosa dal singolo pomodoro alla spremitura, poi, se tutta la filiera era perfetta, lei e solo lei, riempiva le bottiglie fino all’altezza giusta del prezioso liquido e le sigillava con la macchinetta per i tappi.

Il risultato era sempre ottimo.

Era una settimana di fermento, i vestiti di tutti erano schizzati di pomodoro come le chiacchiere attorno alle bottiglie, le risate per le battute ironiche di mio nonno, mia nonna che lo rimbrottava, mia mamma e mia zia che chiacchieravano e ridevano e tutta la vita, la nuova vita estiva, che cominciava come ogni anno, attorno alle cassette di legno colme di pomodori appena raccolti.

Quell’estate, avevo 14 anni, mi fu assegnato il compito di girare la manovella, la prima estate senza mio nonno Vincenzo, e girando la manovella mi accorsi di fare battute ironiche… mia nonna mi rimbrottava ma con poca convinzione mia sorella rideva e mia mamma e mia zia si raccontavano la vita. Attorno c’era il profumo dell’estate, rosso di pomodoro e verde di basilico.

Maria Carmela Miccichè

 

Credit testo: 

Maria Carmela Miccichè

Maria Carmela Miccichè

Maria Carmela Micciché è nata a Scigli (Rg), cittadina in cui vive e lavora. Ha scritto per alcuni giornali locali ed ha partecipato a più concorsi letterari, vincendo il “Moak” e, ripetutamente, il “Città di Sortino”. Alla domanda da dove nasce la sua scrittura, risponde: “Ho sempre amato le immagini, ma non sapendo disegnare ho cercato, fin da piccola, di creare immagini con le parole”.

 

 

 

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