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Piero Guccione a Ferrara. Una mostra celebra il pittore della luce.

“Mistero in piena luce” è il titolo della mostra a Ferrara dal 7 ottobre 2022 all’8 gennaio 2023

A poco più di cinquant’anni dall’ultima mostra ferrarese dedicata a Piero Guccione, organizzata nel
1971 da Franco Farina al Centro Attività Visive di Palazzo dei Diamanti, Ferrara torna ad
omaggiare questo grande maestro del Novecento che, come ha scritto Vittorio Sgarbi, «dopo la
morte di Fontana, Gnoli e Burri ha rappresentato la sintesi suprema di pittura figurativa e astratta»
in Italia.

Attese di partire n. 7, 1969
Olio su tela, cm 64 x 62
Collezione privata

Esposte settanta opere tra dipinti e pastelli


L’esposizione, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Servizio Musei d’Arte del Comune
di Ferrara in collaborazione con Il Cigno Arte e l’Archivio Piero Guccione, ripercorre
cronologicamente l’intera produzione dell’artista presentando al pubblico oltre settanta opere tra
dipinti e pastelli suddivisi in due capitoli: gli anni a Roma (1957-1972) e il ritorno in Sicilia (1970-
2014).
Il percorso espositivo, allestito al Padiglione d’Arte Contemporanea, mette a fuoco i temi prediletti
dal pittore: dal rapporto fra il paesaggio urbano e la natura, alle poetiche e delicate variazioni sul
tema del mare e del cielo, passando per gli omaggi ai grandi maestri del passato.

Piero Guccione nasce il 5 maggio 1935 a Scicli in provincia di Ragusa. Dopo il diploma all’Istituto
d’arte di Catania, nel 1954 si trasferisce a Roma, dove frequenta i pittori neorealisti, guardando sia
a Renzo Vespignani, con il quale entra a far parte del gruppo Il Pro e il Contro – insieme ad Attardi,
Calabria, Guerreschi, Gianquinto, Farulli, Ferroni, i critici Micacchi, Del Guercio, Morosini – sia a
Renato Guttuso, di cui è assistente all’Accademia, ma del quale non condivide le inclinazioni
espressioniste.

Nel fermento dell’ambiente romano prende avvio la sua ricerca artistica e formale e
nascono i paesaggi urbani, quali i Balconi, i Giardini e Interni-esterni: opere caratterizzate da un
taglio innovativo e tratte da una quotidianità comune e intima in cui riecheggiano rimandi a
Cézanne, Bonnard, Morandi, solo per citarne alcuni.


Alla fine degli anni Sessanta, con il ciclo delle Attese, lo spazio si fa più metafisico e hopperiano e
a partire dal decennio successivo, con il rientro definitivo in Sicilia, comincia a dipingere il mare
cercando di coglierne le infinite vibrazioni e variazioni. In queste opere porta la propria ricerca ai
limiti dell’astrazione restando, tuttavia, ben ancorato alla realtà.

«Mi attira la sua assoluta immobilità, che però è costantemente in movimento»,

amava ripetere l’artista che ammirava quotidianamente quel paesaggio mediterraneo fino alla linea dell’orizzonte.

Linee del mare, 2006
Olio su tela, cm 70 x 91
Collezione privata


Parallelamente, lavora anche ai cicli dedicati all’albero di carrubo e ai monti Iblei, realizzati con la
tecnica del pastello mentre, con la serie dei d’après, si confronta con alcuni celebri capolavori di,
fra gli altri, Masaccio, Signorelli, Michelangelo, Giorgione, Caravaggio, Vermeer, Chardin,
Friedrich, Bacon.

Un personale omaggio ai grandi campioni della pittura di tutti tempi, novero nel
quale, a buon diritto, può essere inserito anche Piero Guccione che si spegne il 6 ottobre del 2018
nell’amata casa-studio di Quartarella nella campagna modicana.

Piero Guccione Museo d’arte, Mendrisio Foto Cosimo Filippini 2019
Autoritratto nel paesaggio, 1971
Olio su tela, cm 94 x 86
Bologna, collezione privata

Questa mostra è un’occasione imperdibile per contemplare da vicino la delicatezza, il silenzioso
lirismo, l’intensità e la bellezza dei dipinti dell’artista siciliano. Per dirla con le parole di Guccione: «I
tempi attuali certo non inducono alla bellezza. E ciò vale pure per l’arte. Oggi si privilegiano la
bruttezza, l’arroganza, l’orrore persino. Io invece cerco di dipingere la bellezza: e non mi importa
nulla di essere moderno o no. Essere giudicato non in linea con la modernità mi è del tutto
indifferente».


Piero Guccione. Mistero in piena luce
Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara
7 ottobre 2022 – 8 gennaio 2023
Da un’idea di
Vittorio Sgarbi e Lorenzo Zichichi
A cura di
Vasilij Gusella
Organizzatori
Fondazione Ferrara Arte e Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara, in collaborazione con Archivio Piero
Guccione
e Il Cigno Arte, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna


Orari di apertura
Dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00
Prenotazioni
https://www.comune.fe.it/prenotazionemusei
Informazioni
artemoderna.comune.fe.it
tel. 0532 244949
diamanti@comune.fe.it
Ufficio stampa
Anja Rossi
340 4190867
comunicazione.ferrararte@comune.fe.it

Tutte le opere di Piero Guccione © by SIAE 2022

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