Il presepe di S.Bartolomeo a Scicli, gioiello raro della Sicilia

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Il presepe di S.Bartolomeo a Scicli, gioiello raro della Sicilia

presepe San Bartolomeo Scicli

Il presepe artistico di S.Bartolomeo

Il presepe di S.Bartolomeo è uno dei presepi più belli e importanti della Sicilia. Un’opera molto interessante per quanto riguarda l’arte sacra meridionale, uno dei gioielli settecenteschi che la  chiesa di S.Bartolomeo custodisce. Commissionato all’artista napoletano Pietro Padula nella seconda metà del ‘700, il presepe poteva constare inizialmente di ben 65 personaggi in legno di tiglio, poi nel tempo andati perduti perché deteriorati dal tempo e dai parassiti o perché trafugati e ridottisi oggi in numero di 29 elementi. 


La volontà di creare un presepe monumentale era, giustificabile dalla lunga tradizione che era viva nella chiesa e nella città. Infatti già nel XVI secolo all’interno della chiesa esisteva una cappella dedicata alla Natività dove era presente un presepe cinquecentesco.   
Lo “statuarius” napoletano Padula non solo si occupò solo di creare le statuine ma fu anche l’artefice della scenario  in cui è ambientata la scena religiosa con scenografia di rocce, città in lontananza poste sulle alture, boschi, ovili, ecc. Infatti l’intento dello scultore era quello di creare un presepe contestualizzato con luoghi familiari e vicino agli usi e ai costumi dei locali. I personaggi, quasi tutti contadini e pastori, ripropongono la condizione umile del popolo e vestono abiti poveri e caratteristici mentre solo Maria, Giuseppe e il bambin Gesù si contraddistinguono per le loro forme classicheggianti, a rimarcare la diversa natura dei personaggi descritti.
Quindi, da una parte il suddetto presepe racconta l’evento sacro della nascita di Gesù e l’Epifania, dall’altro racconta uno spicchio di quotidianità del popolo.

L’opera è ospitata nel transetto di sinistra della chiesa e gode di due viste, una frontale e una laterale, e ricopre un’area di 20 mq. Le statuine hanno una dimensione variabile e vanno dai 70 cm circa ai 20 cm circa; quelli più grandi più vicini, quelli più piccoli più lontani: un artifizio utilizzato per conferire maggiore effetto prospettico a tutta la composizione. Nella parte centrale è collocato il gruppo della Natività sormontato da una Gloria di angeli e serafini che scendono dalla volta affrescata e raffigurante il Dio Creatore. La Sacra Famiglia è ospitata nei ruderi di un tempietto probabilmente a ricordare la metafora cristiana della vittoria del Cristianesimo sul Paganesimo. Attorno alla Natività la scena si movimenta con mendicanti, pastori e garzoni che o sono in adorazione presso la sacra mangiatoia o svolgono azioni di vita quotidiana. Particolari le donne sulla parte sinistra del prospetto frontale che allattano o tengono in braccio, come da antica usanza, neonati infagottati con bende strette ai piedi e alle gambe. Il gruppo dei Re Magi proposto in doppia copia, al cospetto della Natività e in lontananza, a cavallo, sulla scenografia di colli caratterizzata da rocce e grotte e sormontate dall’antica città di Betlem.  I pochi animali presenti sono quelli domestici: le pecore, i cavalli e i muli.
Nella veduta laterale del presepe risalta all’occhio una statuina in cartapesta, stoffa e legno, la vecchia che fila a ridosso di una grotta che, rappresenta la classica vita degli abitanti di Chiafura,  antico quartiere troglodita costituito da case-grotte che insiste alle spalle della chiesa di S.Bartolomeo.

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